SICUREZZA IMPRESE – Il Covid ha acutizzato il ‘rischio usura’

Dal 2019  è quasi raddoppiato il numero delle imprese che non hanno ottenuto il credito richiesto, risultando sempre più esposte al rischio usura. 40 mila imprese sono seriamente minacciate da questo fenomeno che risulta in crescita al Mezzogiorno e nel settore turistico ricettivo.

L’ufficio studi di Confcommercio già nell’autunno scorso  ha lanciato  l’allarme sulla percezione dell’usura tra le imprese del commercio, dei servizi e del turismo: Il 13-14%  delle imprese è a rischio usura o soggetta a tentativi di acquisizione anomala dell’attività, tali percentuali si raddoppiano per le imprese ricettive.

Purtroppo, il 30 % degli imprenditori del commercio al dettaglio (in particolare abbigliamento, ristorazione e attività legate al turismo ), pur riconoscendo di avere bisogno delle forze del’ordine, dichiara di sentirsi solo di fronte al pericolo di infiltrazioni della criminalità.

La crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria Covid, favorisce la penetrazione della criminalità nel sistema economico e soprattutto l’usura rappresenta un pericolo incombente per migliaia di imprese. La provincia di Taranto non ne è esente,  come è emerso in un recente incontro convocato dal Prefetto di Taranto, Demetrio Martino, alla presenza dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e del questore  Giuseppe Bellassai.

Servono aiuti più efficaci per le imprese messe alle strette dalla pandemia – è il commento del presidente provinciale di Federpreziosi Confcommercio,  Marcello Perri, responsabile per la Sicurezza dell’Associazione – prestiti bancari, più indennizzi a fondo perduto, moratorie fiscali più ampie. Aiuti concreti che mettano le imprese in una condizione di maggiore serenità in questa difficile e lunga crisi  economica. Certamente vi è una tendenza all’isolamento da parte dell’imprenditore fatto oggetto di richieste ed offerte di ‘aiuto’;  l’imprenditore in difficoltà economiche che si vede negare il sostegno economico legale tenta altre strade e diventa così facile bersaglio della malavita. Lo  scorso anno solo 6 imprese – ci ha confermato il Questore – hanno sporto denuncia. E’ chiaro che occorre lavorare anche per far comprendere agli imprenditori che le istituzioni e le forze dell’ordine sono vicine e che sono una presenza ‘alleata’ del tessuto economico sano, ma nel contempo –conclude Perri- si devono  mettere in campo aiuti economici concreti .” Intanto, Confcommercio si è  dichiarata disponibile ad organizzare in collaborazione con le Forze dell’Ordine degli incontri con gli Associati.