Cimino – Attenzione a non aprire la strada ad una cementicazione dell’area

Bene ha fatto il sindaco Melucci a bloccare la delibera inerente il piano edilizio per Cimino e a rinviare qualsiasi progettualità dell’area n. 32 al Piano urbanistico generale. 

L’area compresa tra il Parco  e l’ex centro commerciale Auchan, poco distante dal costruendo Ospedale San Cataldo, come è noto è interessata alla realizzazione di un megaprogetto commerciale proposto da grandi brand internazionali. Progetto che silenziosamente aveva ripreso a seguire  il suo corso, malgrado la delibera del Consiglio comunale  del 2014 – dopo le pressioni in particolare di Confcommercio Taranto e di Legambiente – avesse dato mandato alla Direzione Urbanistica di non procedere alla redazione del Piano particolareggiato in località Cimino (sottozona n.3.32).

La scorsa settimana  il Sindaco di Taranto ha bloccato la ripresa dell’inter,  decidendo di   rinviare  al redigendo PUG l’ipotesi di riordino della Sottozona 32 del vigente Piano regolare generale del Comune di Taranto.

Decisione condivisibile sia sul piano della forma che della sostanza.

ConfcommercioTaranto, pur nel convincimento che il futuro Ospedale San Cataldo debba sorgere in un’area dotata di funzioni urbanistiche e di servizi, ribadisce la necessità che si faccia un distinguo tra infrastrutture, servizi di base e opere di urbanizzazione certamente necessari ed interventi edificatori finalizzati ad ampliarne la offerta commerciale. La realizzazione di opere  destinate alla ricettività a supporto della struttura sanitaria,  non deve rappresentare la scusa per aprire la strada ad una nuova cementificazione dell’area. Le proposte progettuali vanno valutate attentamente e soprattutto contenendo  il più possibile l’utilizzo del suolo

Taranto non ha bisogno di nuovi metri cubi di cemento, e tanto meno di dilatare  gli spazi urbani  verso le aree  periferiche. Il progetto di rilancio socio-economico del capoluogo tarantino al contrario punta su la  rigenerazione dell’esistente, sulla ricucitura  del rapporto tra il centro storico antico ed  il mare, sulla valorizzazione del centro umbertino, e la riqualificazione delle periferie già esistenti.

Andare ad ampliare le maglie della città con una nuova offerta di servizi non strettamente funzionali al San Cataldo e di nuovi  attrattori commerciali sarebbe in netta controtendenza con gli orientamenti del Piano Urbanistico Generale di cui  finalmente, dopo decenni di attesa, la città potrà dotarsi. Siamo d’accordo con la proposta del Sindaco Melucci di aprire un confronto cittadino su questi importanti tematiche.