Wedding Confcommercio Taranto – “ Subito un codice Ateco e ristori per l’intera filiera”

Le  misure di contenimento del virus Covid19  hanno obbligato il Governo ad un nuovo stop ai   matrimoni e cerimonie. Settore che non rientra, per buona parte della filiera, nelle misure governative di sostegno economico alle imprese che hanno subito danni a causa della pandemia.  

L’argomento è stato al centro della  prima riunione del neo  direttivo della categoria Wedding  Taranto, recentemente costituita in Confcommercio, e guidata da Enea Fanelli (Fiere Wedding)  che sarà affiancato nelle vesti di vice presidente  da Anna Maria Francavilla (Abiti da cerimonia e sposa).  

Un settore messo a dura prova dal blocco, sino alla primavera scorsa, delle cerimonie (17mila cerimonie cancellate da marzo ad aprile ), un fermo   alleviato appena  da una breve ma  difficile falsa partenza nei mesi estivi.

“Siamo ora nuovamente alle prese – commenta il presidente Fanelli- con un black out drammatico per alcuni pezzi della filiera: gli abiti da sposa e da cerimonia ad esempio, le bomboniere, gli studi  fotografici, gli addobbi floreali, i wedding planner. Per queste attività il Governo non ha previsto sostegno economico  per i fatturati persi, sebbene  le  perdite  si aggirino attorno all’80%. Abbiamo la sensazione che si ignori cosa rappresenta per l’economia del nostro Paese il settore del wedding, altrimenti non si spiegherebbe una tale disattenzione.”

 L’italian wedding industry vale 40 miliardi all’anno  e le perdite del settore si stima saranno di 26 miliardi di lire.  Parte del business è legato abito da sposa (600 mil),  alle  bomboniere (400 ml).

 “Attività per le quali non sono stati previsti aiuti neanche nell’ultimo decreto ‘Ristori’- incalza Fanelli-  come se il matrimonio fosse solo il banchetto nuziale. Noi chiediamo che siano previsti aiuti per ogni anello della  filiera e perciò proponiamo la creazione di un codice Ateco generale che comprenda l’intera industria del wedding. A tal proposito chiediamo alla Regione di supportarci in questa nostra richiesta anche in ragione della crescente  affermazione della nostra Puglia tra le prime wedding  destination italiane. Chiediamo inoltre di poter attivamente collaborare con la Regione, e con i loro esperti,  per la messa a punto– attraverso un tavolo tecnico-  di protocolli  per la realizzazione di matrimoni e cerimonie in sicurezza, da mettere in atto quando la fase emergenziale sarà rientrata, al fine di poter fornire un contributo concreto per la ripresa del settore nella fase della ripartenza che speriamo possa avvenire nel 2021. In generale chiediamo alla Regione di guardare con più attenzione all’industria del wedding, considerando però l’intera filiera.