OPERAZIONE ‘MADE IN ITALY’- FEDERMODA: il COVID ha rafforzato le vendite online dei capi taroccati

Il Covid non ha frenato il mercato del falso. Gucci, Chanel, Dior e altre prestigiosi marchi  erano presenti nel portale di vendite on line che  i finanzieri della Tenenza di Castellaneta hanno bloccato al termine di una lunga e complessa attività investigativa partita su iniziativa della Procura di Taranto. E’ stata sequestrata merce per oltre 70 mila euro , ma è emerso un volume di affari importante di oltre 300 mila euro. 

“Una brillante  operazione che ha richiesto  – commenta Mario Raffo, presidente prov. di Federmoda- un’ articolata attività di indagine e che ha portato ad un risultato che per noi operatori del settore abbigliamento assume  enorme importanza in un momento così delicato per le nostre imprese, stremate da 3 mesi  di fermo. Il Covid ha purtroppo rafforzato il mercato del falso che si è subito attrezzato con le vendite on line di prodotti contraffatti. 

Ad essere colpiti da questa situazione sono anche i consumatori che non sempre sono consapevoli di acquistare prodotti taroccati e che hanno difficoltà a distinguere tra  prodotti contraffatti  ed autentici. Ormai la crescita del mercato on line ci pone dinnanzi all’esigenza di dover aiutare il consumatore ad autotutelarsi, utilizzando strumenti web enforcement  che  consentono anche all’operatore che sceglie di vendere i suoi prodotti in rete di monitorare il mercato. Occorre insomma che il consumatore si  più attento ed avveduto, che le aziende aiutino il consumatore ad identificare meglio il prodotto autentico, e naturalmente decisivo si rivela il supporto delle istituzioni nella attività di indagine e di controllo del mercato. Più che mai oggi abbiamo bisogno di  avviare – in sinergia con le istituzioni- percorsi di legalità e  trasparenza”

Il settore abbigliamento – secondo una indagine a livello  europeo- è tra i più colpiti, e all’Italia determina una perdita di 10,5 miliardi di euro all’anno, un sesto delle perdite di tutta Europa, il mercato illegale provoca all’Italia  una perdita di oltre 76 mila posti di lavoro.