COVID FASE 2: IL TEMPO DELL’ATTESA TRA DISPERAZIONE E RABBIA. LA DENUNCIA : NON SI RISPETTA IL DIVIETO DI VENDITA DI PRODOTTI NON ALIMENTARI

Altre due settimane, un tempo infinito dopo poco meno di  sessanta  giorni di chiusura per l’epidemia Covid 19. 

Due settimane in più rispetto a quel 4 maggio, la data che  i titolari ed i dipendenti dei negozi di  vicinato  attendevano per poter finalmente tornare ad alzare le saracinesche delle attività. La notizia che per  la ripartenza si dovrà attendere il 18 del mese, se tutto va bene  e se non riprendono quota i contagi, è dura da mandar giù perché comunque,  come è ormai ben chiaro a tutti,  e come dirigenti ConfcommercioTaranto  e  commercianti da settimane denunciano attraverso  stampa e  social, la situazione economica delle imprese  del territorio provinciale  è devastante. 

Una crisi senza precedenti,  se si esclude il periodo del dopo guerra, che mette al tappeto aziende e famiglie. “Abbiamo colleghi che hanno problemi familiari  e che aiutiamo come possiamo – ci tiene a far sapere un dirigente Confcommercio che desidera mantenere l’anonimato- vi sono piccolissimi commercianti che non possono accedere al prestito bancario perché non hanno i famosi requisiti e che gridano ‘Aiuto’. Gente che dobbiamo proteggere da se stessi e dalle attenzioni di chi sarebbe disposto ad offrirlo a costi elevati quell’aiuto”.

Ogni giorno perso da Governo, Regione, banche, enti locali  dietro a veti politici, tatticismi, valutazioni, ostacoli burocratici, annunci di risorse da mettere in campo è un tempo sottratto alla speranza, ed alle energie residue.

 Non si discute neanche più se sia giusto o no accellerare la fase 2 del rientro , probabilmente per alcuni piccoli imprenditori  è già tardi, e se non da subito ma nell’arco di qualche mese non vi sarà altra strada che la chiusura dell’attività.  Quel che forse non si è capito è che il tempo della attesa per molti è già finito e che l’unica risposta che ci si attende è l’immediato sostegno economico, la liquidità. Le strategie, i ragionamenti,  il marketing in questo momento a molti non servono più. 

La rabbia è tanta e pronta ad esplodere, e forse non lo si è compreso. Confcommercio Taranto fa fatica a mantenere gli equilibri. Il Covid 19 ha ammazzato il commercio al dettaglio, i negozi di vicinato,  mentre l’e-commercio proprio in questa occasione ha visto crescere i suoi fatturati.  Se poi addirittura accade che si abbiano le prove – che ConfcommercioTaranto divulgherà  nelle prossime ore-  che vi è un pezzo  del commercio ( la grande distribuzione organizzata) a cui ‘sfugge’ che  il DPCM  vieta la vendita di prodotti non alimentari, ben difficilmente si potrà continuare a voler tenere buoni e tranquilli  i commercianti  del dettaglio, raccontando  come un mantra  che: “Nessuno verrà lasciato in dietro e che si sta lavorando”.  Due potrebbero essere  allora le reazioni: lasciarsi andare alla disperazione o gridare ed andare in piazza, come molti commercianti vorrebbero fare.  Innanzitutto che le regole siano rispettate da  tutti, piccoli e grandi.