Confcommercio Taranto: Sì al Green Pass obbligatorio per i lavoratori, ma non accettiamo scorciatoie

L’estensione del Green Pass a tutti i lavoratori è la scelta giusta per tornare definitivamente alla normalità.

In concomitanza con l’introduzione dell’obbligo a partire dal 15 Ottobre prossimo, occorrerà una attenta programmazione delle vaccinazioni che tenga conto di chi non ha ancora ricevuto la prima dose.

Accogliamo con favore il modello organizzativo abbracciato dal Governo, che tutela le imprese escludendo costi a carico dei lavoratori consentendo la sospensione immediata senza retribuzione del lavoratore ingiustificato e introducendo la gratuità del tampone per chi non può vaccinarsi.

<< L’esperienza della passata stagione estiva, ci conforta sulla capacità di adeguamento da parte delle aziende, in funzione delle nuove regole>> afferma Tullio Mancino Direttore di Confcommercio Taranto, che annuncia iniziative a supporto delle imprese in questa ulteriore fase di transizione:  << faremo il possibile per facilitare il compito ai nostri associati, cominciando dal fornire una informazione puntuale sulle farmacie che hanno aderito al protocollo d’intesa per la vendita dei tamponi a prezzo calmierato>>.

Preoccupa invece il dibattito ancora in corso sul possibile ricorso dello Smart working da parte dei lavoratori che non intendono adeguarsi alle nuove regole.

Sull’argomento interviene Leonardo Giangrande, convinto che

<<L’assenza del certificato, non deve dare in automatico diritto al lavoro da remoto.

Lo smart working, in altre parole>> aggiunge il Presidente di Confcommercio Taranto <<non può diventare una scappatoia per chi non intende dotarsi di Green Pass e creare disagi organizzativi e cali di produttività a danno delle aziende. Facciamo appello al Governo affinché sia il datore di lavoro a decidere se concedere il lavoro agile, in base alle esigenze aziendali>>.

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Confcommercio Taranto: il Governo intervenga a tutela delle imprese azzerando nuovi possibili rincari su gas, luce e carburante

Nel terzo trimestre di quest’anno, il costo dell’elettricità è aumentato del 9,9% e quello del gas del 15,3%. Ma la bolletta elettrica sarebbe salita addirittura del 20%, se il Governo non fosse intervenuto per calmierarla con uno stanziamento straordinario di 1,2 miliardi.

Ora, per il quarto trimestre, che comincia il primo ottobre, l’Arera dovrà procedere ad un nuovo aggiornamento delle tariffe.

E’ quanto dichiarato dal Ministro della Transizione Digitale Roberto Cingolani, secondo il quale i nuovi rincari viaggerebbero al momento attorno al 40% per l’elettricità e al 31% per il gas.

Colpa del forte aumento di domanda di energia correlato alla scarsità di materie prime e del rincaro dei costi di produzione causato dalle complesse normative ambientali vigenti.

Un problema che, nel nostro Paese, tra i più compromessi dalla crisi economica condizionata dall’emergenza epidemiologica, rischia di assumere dimensioni drammatiche ai danni di imprese e contribuenti.

Confcommercio Taranto interviene sull’argomento, rimarcando la necessità di intervenire con azioni concrete per scongiurare questi nuovi aumenti che rischiano di compromettere la ripresa.

Secondo il Codacons, lo straordinario aumento di luce e gas alle porte potrebbe costare in media almeno 500 euro in più e fino a 700 euro per Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Secondo il Codacons, gli aumenti graveranno maggiormente sui nuclei numerosi e su quelli a basso reddito.

<< Le conseguenze di questi aumenti non riguarderanno solo le bollette di luce e gas >> afferma il Presidente di Confcommercio Taranto Leonardo Giangrande, convinto che il rincaro produrrà un incremento dei costi di produzione e di trasporto delle merci, da cui deriverà inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio.  << Questi nuovi aumenti>> continua Giangrande <<rappresentano l’ennesimo schiaffo ai danni delle imprese joniche, ancora fiaccate dei contraccolpi della crisi generata dall’emergenza Covid-19.   Chiediamo al Governo di stanziare le risorse necessarie per tutelare aziende e consumatori tagliando innanzitutto la parte di tasse che appesantisce le bollette per azzerare gli aumenti e accelerare il processo di transizione ambientale, che a Taranto, più che in ogni altro luogo, rappresenta un tema che merita di essere posto al primo posto dell’agenda istituzionale>>.

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Spiagge e campagne deturpate dall’abbandono rifiuti. Leonardo Giangrande: “Le pubbliche amministrazioni devono intervenire. Presto un tavolo di confronto con Comuni ed Enti”

Mozziconi, scontrini, tappi di plastica, fazzolettini, mascherine, bottiglie, buste, residui di cibo, frammenti di vetro, sacchetti  ricolmi di piatti e bicchieri,  e tant’altro ancora.

Spiagge, tratturi di campagna,  boschi, cigli stradali, dune, questa estate  più che mai,  invasi da rifiuti,  nella maggior parte dei casi,  abbandonati (lo chiamano littering) dagli stessi frequentatori  di questi luoghi ‘ameni’. A ciò si aggiunge l’ancor più grave scempio provocato dall’abbandono dei materiali edili di risulta, copertoni, vetri, apparecchi TV e Pc in campagna, sulle scogliere, nelle gravine. 

“Il lockdown, ha  rallentato  il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nei luoghi extra urbani,  riequilibrando  le situazioni più appariscenti e  mostrandoci come la natura sia molto più generosa dell’uomo nel riparare ciò che l’essere umano guasta. Una lezione che tuttavia ancora una volta  non si è  compresa, se il  ritorno alla libertà – commenta Leonardo Giangrande, presidente prov. di Confcommercio- è stato interpretato come  libertà di insudiciare, violare, aggredire. 

Le strutture ricettive ed i punti di informazione turistica questa estate   hanno ricevuto numerose   lamentele da parte dei turisti, su entrambi i versanti della provincia. Turisti   che hanno segnalato soprattutto  il degrado diffuso e l’abbandono di rifiuti  sulle spiagge pubbliche, meravigliandosi dell’assenza di addetti al servizio di raccolta. Se è ben noto che i piccoli Comuni versano in difficoltà economiche, e che la cura degli spazi e dell’ambiente extra urbano  rappresenta una delle problematiche di più complessa soluzione, non è detto che si debba e possa accettare con rassegnazione un simile abuso.  E’ in ragione di ciò che occorre aprire un tavolo pubblico di confronto al quale siedano i Comuni, la Provincia,  la Regione per individuare percorsi che possano aiutare le Amministrazioni   a svolgere più efficacemente il loro compito, a partire dalla cura e dal  mantenimento del decoro  degli spazi pubblici, per arrivare al servizio pubblico di raccolta rifiuti che nelle zone turistiche nel periodo estivo ha spesso  funzionato male”

 L’Assessorato regionale all’Ambiente, quest’anno ha ripartito 900 mila euro tra 69  comuni costieri pugliesi per sostenerli nell’attività di rimozione dei rifiuti abbandonati su spiagge, strade, etc. Cifra che è stata ripartita in modo proporzionale in base ai metri di linea  di costa di pertinenza comunale con contributi da un minimo di 3 mila euro e 40 mila euro.

“Probabilmente – commenta ancora Giangrande- un aiutino che è  poca cosa rispetto alle necessità, ma che certamente è un punto di partenza, la base per una programmazione che coinvolga ad esempio  cooperative di giovani disoccupati per uno scambio servizi. Confcommercio Taranto si sta attivando per organizzare un tavolo di confronto con i referenti degli Enti territoriali per individuare un percorso comune finalizzato a far fronte a questo complesso e difficile fenomeno.

Insomma, non possiamo accettare che  la mancanza di civiltà di alcuni cittadini  abbia il sopravvento. Non possiamo vanificare gli sforzi che si stanno  sta compiendo a più livelli  per rilanciare l’immagine turistica del territorio provinciale. Le Amministrazioni pubbliche devono essere dotate di maggiori strumenti per combattere il fenomeno. La problematica dei rifiuti è grave e riguarda tutti, non possiamo girare la testa dall’altra parte.

Chiaramente occorre incrementare  anche l’attività di informazione, educazione e responsabilizzazione del cittadino, così come  gli spazi extra urbani andrebbero dotati di punti di raccolta dei rifiuti per disincentivare l’abbandono ed   andrebbe attivato  un maggiore controllo e  monitoraggio delle aree extra urbane,  non solo delle spiagge, ma anche delle campagne così come del resto avviene in Toscana,  Umbria,  Veneto, Trentino, aree  dove il paesaggio rurale è protetto perché è parte integrante degli itinerari turistici  (vie del vino e dell’olio, masserie, cultura contadina) .” Ricordiamo che l’abbandono i rifiuti è un reato ambientale che comporta sanzioni di tipo amministrativo nel caso il responsabile sia un privato, e penale nel caso di un impresa o di un ente. E’ previsto persino l’arresto sino a due anni in caso di persona giuridica con sanzioni sino a 26 mila euro.

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Turismo agosto: + 20% rispetto al 2020. Giangrande: lavoriamo per consolidare il risultato

La Puglia si è confermata una delle prime   mete turistiche dell’estate 2021, registrando buone  performance  da nord a sud della penisola, ed una sostanziale crescita delle presenze turistiche rispetto all’estate 2020, contrassegnata dalla forte pressione della pandemia.

L’ampliamento  della campagna  vaccinale,  ha favorito la ripresa degli spostamenti ed ha incoraggiato le prenotazioni  soprattutto in agosto verso mete ritenute più sicure ed in grado di offrire una vacanza naturale, e tanto mare pulito.

“Anche Taranto ed il territorio provinciale – conferma Tullio Mancino, direttore di Confcommercio Taranto-  hanno beneficiato di questa ‘scelta’ registrando ad agosto,  come si evince dai dati emersi in una nostra prima  veloce indagine tra le strutture associate del ricettivo alberghiero ed extra alberghiero, un andamento in crescita del + 20%  rispetto allo scorso anno  sia nel capoluogo che in provincia. Naturalmente, come nel resto della Puglia, gli arrivi degli stranieri sono stati limitati a circa il 10% a Taranto e  al 15- 20 %  in provincia. Il mare (stabilimenti balneari sold out) e la natura (come confermano anche i numeri delle prenotazioni delle visite guidate ai siti naturalistici e culturali) sono stati al primo posto della motivazione nella scelta della destinazione.”

Tendenza diffusa e consolidata  come già emerso nell’ultima indagine sulla ‘motivazione turistica’ di  Pugliapromozione che conferma che i tre principali elementi di attrazione dell’offerta turistica regionale sono il  mare, il paesaggio naturalistico e gli itinerari, e l’offerta enogastronomica.

Dunque, risultati lusinghieri che riposizionano l’assicella dell’industria del turismo  verso l’alto,  dopo un 2020 per ovvi motivi disastroso,  e che lasciano sperare in una ripresa continua e prolungata che vada cioè oltre le buone performance di agosto, a patto però che si faccia programmazione per consolidare i risultati.

Si deve lavorare  perché questo ‘tutto esaurito’ di agosto non sia un fenomeno passeggero – osserva Leonardo Giangrande, presidente provinciale di Confcommercio-  ma diventi una vero e proprio trend che porti  la provincia di Taranto agli stessi livelli di altri territori che registrano maggiori presente ed arrivi  ( Salento,  Gargano, Valle d’Itria).

Per quanto concerne il capoluogo jonico va  dato atto alla Amministrazione Melucci di essersi impegnata in questi ultimissimi anni per rilanciare l’immagine turistica di Taranto, attraverso una serie di eventi ed iniziative di forte impatto mediatico che hanno senz’altro contribuito  a comunicare l’idea che vi è un’ altra  città, accogliente  e solare,  diversa da quella  industriale, che va scoperta. Un percorso al quale si affianca l’impegno dell’Autorità di sistema del porto di Taranto nel far crescere i numeri di un crocerismo che diventa sempre più una realtà che si apre a scenari di sviluppo a breve e medio termine. Come non citare poi l’ottimo lavoro fatto dal  Museo archelogico MArTA, capace di aggiudicarsi riconoscimenti internazionali malgrado le non facili condizioni di accesso e di fruizione imposte dalle misure anti contagio.

Avverto il dovere -come presidente di una organizzazione imprenditoriale che nel turismo svolge un ruolo primario-  di continuare, citando  il lavoro svolto dalle migliaia di imprese del settore ricettivo, della ristorazione, dell’accoglienza, della balneazione, dei servizi turistici, campioni di resilienza e di coraggio come hanno ampiamente dimostrato, pronti a ripartire  dopo un anno di stop and go ed in alcuni casi di fermo totale e di scarsi aiuti da parte dello Stato. Imprenditori lasciati soli a piangersi la croce, e poco e male sostenuti dalle pubbliche amministrazioni incapaci nella maggior parte dei casi di garantire  servizi essenziali, come la raccolta dei rifiuti,  la cura degli spazi pubblici, la tutela dell’habitat naturale,  i collegamenti pubblici con le marine, il decoro degli ambienti urbani, servizi  bancari, punti informativi realmente operativi, il contrasto alle attività abusive,  e potrei continuare. Certamente per quanto attiene le imprese si può e si deve fare meglio, non è tutto oro quel che luce, si deve puntare sempre più su un’offerta di qualità; noi come Confcommercio continueremo sempre più con le attività di formazione di base per gli operatori del turismo insistendo su Inglese turistico, Innovation e Comunicazione, Servizi di Accoglienza. Abbiamo però necessità di aprire un tavolo di confronto continuo con le Amministrazioni, la Provincia,  avevamo creduto che il Distretto provinciale del Turismo potesse essere lo strumento giusto per favorire il dialogo, le sinergie, ma soprattutto l’avvio di una strategia comune di crescita ed un piano di operatività  a livello provinciale. Non è pensabile che si possa essere competitivi sul mercato delle vacanze – aspirando a consolidare i risultati- se ci si affida solo alla  bellezza del mare e dei luoghi naturali  (senza peraltro curarsi che non vengano oltraggiati)  e al  buon cibo. ”  

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Promozione turistica del territorio provinciale- Confcommercio: ripartiamo dal già riconosciuto ‘Distretto del Turismo di Taranto’

Si torna a parlare di  ‘Distretto Turistico’, dimenticando forse  che il Distretto del Turismo di Taranto c’è già, ed è stato  istituito con decreto ministeriale del MIBACT nel 2017,  dopo un lungo e complesso iter.

I primi passi del percorso istitutivo del Distretto risalgono all’aprile  2016, quando Confcommercio Taranto porta all’attenzione  dell’allora prefetto  Umberto Guidato, i numeri non esaltanti sulle dinamiche territoriali del turismo e propone l’avvio  dell’iter di istituzione del  distretto del turismo. Proposta che trova l’interesse  del Prefetto che, con il supporto organizzativo di Confcommercio, avvia i primi passi necessari per l’istituzione di esso.  Viene dato ampio risalto alla proposta, e già dai primi incontri si evidenzia l’interesse di   sindaci e istituzioni che,  chiamati a raccolta dal nuovo prefetto Donato Cafagna, esprimono il proprio impegno a supportare il progetto, sottoscrivendo  un protocollo d’intesa (siglato in Prefettura nell’agosto del 2017),  per la delimitazione ed istituzione di esso; l’atto viene firmato anche da Regione, Provincia, Camera di commercio,  Soprintendenza archeologica, Direzione del Museo archeologico di Taranto, Agenzia delle Entrate, Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, organizzazioni sindacali e di categoria tra le quali Confcommercio Taranto.

La Regione Puglia (attraverso l’allora assessore Loredana Capone) si dichiara disponibile ad accompagnare la provincia di Taranto nel percorso di istituzione del Distretto, ed infatti è  del novembre del 2017 la deliberazione di Giunta regionale di delimitazione  e di richiesta di istituzione al MIBACT, che finalmente- non senza qualche  pressione sul ministro Franceschini –   istituisce il Distretto nel dicembre del 2017 firmando  uno degli ultimi decreti emanati dal Governo per quell’anno.

Nel 2018 il Distretto del Turismo di Taranto è finalmente una realtà, ora occorrerà dargli gambe per farlo camminare. Verrà  nominata una struttura di coordinamento,  ciò malgrado il Distretto non spiccherà mai il volo.

Ci fa piacere apprendere attraverso la stampa  locale che il prefetto Demetrio Martino, accogliendo l’imput di Confindustria,  abbia deciso di rilanciare l’idea di un distretto turistico. Trattandosi tuttavia di un organismo simile a quello esistente già istituito con decreto ministeriale, che nasce dalla volontà espressa dalla comunità locale, riteniamo che vada riaperto ed allargato il confronto tra le parti, compreso  le rappresentanze delle imprese, che vada nuovamente coinvolto il territorio, vada fatto insomma quel lavoro di raccordo tra i soggetti interessati finalizzato  a redigere un programma sullo sviluppo turistico del Distretto Turistico di Taranto   attraverso il quale si proceda al coordinamemto delle strategie e delle azioni da avviare. L’organismo c’è, ha una veste ed un ruolo istituzionale, perché allora non partire da esso, perché non affidare alla Provincia,  con accanto la Prefettura, il compito di avviare le azioni e le iniziative di competenza del Distretto, di favorire il dialogo tra pubblico e privato e di incentivare la nascita di percorsi di collaborazione che devono essere ampi e condivisi e che devono prevedere un coinvolgimento ampio.

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La cozza greca invade il mercato, mentre solo il 20% del prodotto locale è stato venduto

Quotidianamente, sulla piazza di Taranto arrivano  circa 1000 quintali  di cozze greche, pronte per  la immersione nelle acque del Mar Grande,  bagno rigenerante necessario prima  della ‘partenza’  verso i  banchi di vendita di pescherie e i mercati della Puglia, Campania, Calabria.

“Il mare di Taranto sta diventando il deposito della Grecia”, affermano arrabbiati i  mitilicoltori tarantini che ad oggi hanno smaltito solo un 20 % della produzione locale di cozze.

“Abbiamo visto le immagini amatoriali  girate da un sub nelle acque delle zone di  immersione in Mar Grande delle cozze greche:  acque torbide,  per la presenza eccessiva -oltre i limiti consentiti- di mitili immersi.  E’ in gioco – commenta Luciano Carriero, presidente provinciale della categoria Mitilicoltura e Pesca di Confcommercio Taranto- la sicurezza alimentare dei consumatori. Non riusciamo a comprendere  come una pratica abusiva così spinta possa andare avanti, quando abbiamo l’80% delle nostre cozze prodotte in Mar Piccolo, invenduto.

E’ in atto un piano di spartizione  del mercato della cozza dal quale la produzione  di Taranto resta tagliata fuori. E’ bene che lo si sappia, vogliamo tutti il ‘bene’ alla mitilicoltura tarantina, ma avanti di questo passo – conclude Carriero- la Cozza di Taranto del Mar Piccolo  rischia l’estinzione.”

Intanto proprio nelle ore scorse i militari della Guardia Costiera e del Commissariato della  Polizia di Stato hanno effettuato un importante sequestro di cozze e di prodotto non tracciato dopo una complessa attività di polizia. Una operazione alla quale  va la riconoscenza  degli operatori che chiedono alle istituzioni locali di non essere lasciati soli e che rappresenta un segnale importante in queste ore difficili.

I mitilicoltori, ormai in stato di allerta, preannunciano intanto  azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e invitano i consumatori ad acquistare  la Cozza di Taranto, mentre affidano alla voce del  presidente Carriero un accorato appello alle autorità: “Il nostro prodotto locale è a mare, in attesa di essere venduto, mentre  i banchi di vendita sono invasi da cozze greche fatte passare per tarantine. Un abuso che mette in pericolo centinaia di posti di lavoro, e che toglie il pane alle nostre famiglie. Chiediamo un intervento decisivo delle autorità preposte

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FISH & C.H.I.P.S Affidamento della “Progettazione, fornitura ed installazione di arredi, attrezzature e materiale tecnologico per la realizzazione di una Mostra multimediale virtuale ed immersiva presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

OGGETTO: Programma Europeo di cooperazione territoriale Interreg V/A Greece-Italy (EL-IT) 2014-2020, asse 2.1 “Valorisation of cultural heritage and natural resources as a territorial asset of the Programme Area”- progetto “FISH & C.H.I.P.S” – Affidamento della “Progettazione, fornitura ed installazione di arredi, attrezzature e materiale tecnologico per la realizzazione di una Mostra multimediale virtuale ed immersiva (Exhibit multimediale Virtuale ed Immersivo – EVI) presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA per la fruizione dei contenuti audiovisivi 360° in HD – Codice CUP B99F17000150004

Premesso che:

  1. che Confcommercio Taranto ha indetto un Avviso Pubblico ai sensi dell’art. 36, comma 2, lettera a) del D.Lgs. n. 50/2016 per l’affidamento della progettazione, fornitura ed installazione di arredi, attrezzature e materiale tecnologico per la realizzazione di una Mostra multimediale virtuale ed immersiva (Exhibit multimediale Virtuale ed Immersivo – EVI) presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA per la fruizione dei contenuti audiovisivi 360° in HD nell’ambito del progetto “FISH & C.H.I.P.S”, Programma Europeo di cooperazione territoriale Interreg V/A Greece-Italy (EL-IT) 2014-2020, asse 2.1 “Valorisation of cultural heritage and natural resources as a territorial asset of the Programme Area”  – che il termine perentorio per la presentazione delle offerte era fissato per il giorno 04/06/2021 alle ore 12:00;
  2. che entro il predetto termine, sono pervenute  n.1 offerta;
  3. che a seguito di apertura pubblica dei plichi la Commissione valutatrice ha accertato la ammissibilità dell’offerta in quanto presentata nei termini, con le modalità e i requisiti previsti nell’Avviso ed ha assegnato il relativo punteggio – giusto verbali 07/06/2021 – 16/06/2021 – 15/07/2021;
  4. che a seguito di apertura pubblica dei plichi la Commissione valutatrice ha altresì preso atto del seguente ribasso percentuale:

2 % (due percento)

Tutto ciò premesso e rilevato

Con la presente si comunica che il raggruppamento d’impresa costituito da Consorzio CETMA – MAGELLANO SRL, risulta aggiudicatario della gara di cui all’oggetto

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Saldi estivi 2021 – Si parte sabato 24 luglio

Da sabato 24 luglio avvio dei saldi estivi di fine stagione anche in Puglia. Un appuntamento quest’anno particolarmente atteso, essendo stata – come è noto – posticipata la data di avvio saldi di tre settimane rispetto alle altre regioni italiane che hanno puntato sul 3 luglio.

I saldi nella provincia di  Taranto e in tutta la regione partiranno sabato prossimo e termineranno il 15 settembre. Buona parte delle attività domenica 25 luglio resteranno aperte in tutta la provincia per dar modo alla clientela di effettuare gli acquisti con calma.

In queste ore nelle attività del commercio, ed in particolare in quelle della filiera della moda, si programma la partenza saldi  con la comunicazione della data di avvio  ai Suap dei Comuni di riferimento (entro 5 giorni dall’avvio saldi), la  scelta della merce, l’ allestimento degli stand e delle vetrine, le indicazioni di sconto. Di fatto qualche attività, contravvenendo la legge reg. n. 10/2016 ,  già da alcuni giorni sta effettuando vendite promozionali che come è noto sono vietate nei 15 giorni antecedenti la data di avvio dei saldi.

La Puglia, su richiesta delle maggiori organizzazioni rappresentative del commercio ed in particolare di Confcommercio – visto il perdurare dell’emergenza sino al 10 maggio-  ha spostato la data di inizio saldi a sabato  24 luglio 2021,   con deliberazione della Giunta regionale 16 giugno 2021, n. 981 per favorire la ripresa delle attività del commercio.

In merito a questa decisione, il presidente prov. di Federmoda Taranto, Mario Raffo spiega: “L’indirizzo emerso  a livello regionale, risponde all’esigenza di riequilibrare un mercato condizionato dai lockdown. Il comparto della moda , pesantemente pressato dalle chiusure imposte  per decreto, nel bel mezzo della primavera, ha dovuto fare  i conti con ordini effettuati dieci mesi prima e prodotti che, se non venduti entro la stagione, sono suscettibili a notevole deprezzamento. La Regione Puglia ed in particolare l’assessore allo Sviluppo Economico , Alessandro Delli Noci, accogliendo la nostra richiesta di  spostamento della data di inizio saldi,  in un momento così delicato per le imprese, ha dato un importante segnale di attenzione alla filiera  della moda uno dei più danneggiati dalla pandemia” 

Anche quest’anno i Saldi Estivi saranno disciplinati dalle regole di Saldi Sicuri, il decalogo  per lo svolgimento dei saldi in trasparenza e sicurezza.

  1. Distanziamento sociale – Va mantenuta la distanza di almeno un metro tra i clienti in attesa di entrata ed all’interno del negozio (salvo eventuali ulteriori prescrizioni regionali).
  2. Disinfezione delle mani – Prima di toccare i prodotti è obbligatoria la pulizia delle mani attraverso le soluzioni igienizzanti messe a disposizione degli acquirenti.
  3. Mascherine – I clienti devono obbligatoriamente indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti stessi.
  4. Cambi- La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  5. Prova dei capi- Non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante. Prima di effettuare la prova vanno disinfettate le mani e, durante la prova dei prodotti, va sempre indossata la mascherina anche nei camerini.
  6. Pagamenti- Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e, in ogni caso, vanno favorite modalità di pagamento elettroniche.
  7. Prodotti in vendita- I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  8. Indicazione del prezzo- Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
  9. Riparazioni- Qualora il prodotto acquistato in saldo debba prevedere modifiche e/o adattamenti sartoriali alle esigenze della clientela (es. orli, maniche, asole, ecc…) il costo è a carico del cliente, salvo diversa pattuizione. L’operatore commerciale dovrà darne preventiva informazione al cliente.
  10. Permanenza nei negozi in tempi di Covid-19- Sostare all’interno dei locali solo per il tempo necessario all’acquisto di beni ed evitare abbracci e strette di mano
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